SAVOIR FEST, ricomincia da tre con il cantautore Marco Parente
18 agosto 2010 • Eventi
La rassegna indie rock di Arci Ridada nel parco della festa de L’Unità di Borsea dal 19 al 22 agosto. Dieci le band sul palco: tra loro i Captain Mantell side project del bassista dei Teatro degli orrori.Un ampio spaccato della musica indipendente italiana con dieci band e due headliner d’eccezione come il cantautore e poeta Marco Parente, nome di primissimo piano della scena alternativa, già batterista dei Csi di Giovanni Lindo Ferretti e vincitore del premio Grinzane Cavour nel 2002, e i Captain Mantell side project di Tommaso Mantelli, bassista dei Teatro degli orrori.
E’ questa la ricca proposta della terza edizione di Savoir Fest, la rassegna musicale del circolo Arci Ridada di Rovigo, in programma dal 19 al 22 agosto prossimi nel parco della Festa de L’Unità di Borsea.
I concerti avranno ingresso a offerta libera e i cancelli apriranno alle 19, tranne domenica 22 agosto con inizio anticipato alle 17. Nell’ampio polmone verde troveranno spazio anche bar e pizzeria a prezzi popolari (dove troveranno spazio anche i venti scatti finalisti del concorso fotografico nazionale Shot The Wall, promosso da Ridada in occasione dei vent’anni della caduta del Muro di Berlino) con stand e punti informativi di associazioni del territorio in collaborazione con il Centro servizi volontariato (Csv).
L’accensione delle polveri spetterà giovedì 19 agosto agli eclettici Calorifer is very hot, che hanno recentemente dato alle stampe “Evolution on stand-by” un lavoro che, edito da We Were Never Being Boring, attorno a un nucleo di grezzissimo rock’n'roll, innesta richiami al folk su ritmiche di chiarissima marca punk. Sonorità “in your face”, insomma, che testimoniano la costante evoluzione di questo trio che segnano una maturazione ulteriore rispetto al debut cd “Marzipan in Zurich”, disco che nel 2007 li impone definitivamente all’attenzione di pubblico e critica dopo i demo “My work is a tomb” e “SunNyc”, ripubblicati dalla francese Les Diks Qui Sautent.
Opening act affidato ai Silver Rocket, trio che si richiama con ortodossia alla lezione di Phil Spector e Jesus and Mary Chain, in diretta continuità, dunque, con la linea indicata ormai quarant’anni fa dai Velvet Underground.
Imperdibile l’appuntamento di venerdì 20 agosto con Marco Parente, autore napoletano, ma fiorentino d’adozione, è uno dei maggiori talenti dell’ultimo decennio e non solo dal punto di vista musicale. Poeta raffinato ha vinto il premio Grinzane Cavour nel 2002 per la poesia e i testi musicali e ha collaborato con Lawrence Ferlinghetti, Ed Sanders, Anne Waldaman, John Giorno, Alejandro Jodorowsky. Inizia nel 1990 come batterista della Forma, band in cui militano anche Irene Grandi e Stefano Bollani. Successivamente entra con Gianni Marroccolo nei Csi, gli ex Cccp Fedeli alla linea, con cui registra Linea Gotica nel 1996. Nel 1997 abbraccia la carriera solista e incide “Taccuini”, edito dallo storico Consorzio Produttori Indipendenti. Nel 2000 esce “Testa, dì cuore”, titolo anche del suo primo libro, in cui duetta con Cristina Donà. In quel periodo inizia la collaborazione con Manuel Agnelli degli Afterhours, con cui è ospite nel 2001 al Premio Ciampi. Agnelli produrrà e suonerà con lui e Paolo Benvegnù in “Trasparente”, uscito nel 2002 per Mescal, che contiene anche il brano Fuck (he)art & let’s dance, nel cui testo c’è lo zampino di Ferlinghetti. Sempre nel 2002 Patty Pravo canta in Radio Station, pubblicato a ruota, il brano Farfalla pensante, sempre sotto la supervisione di Agnelli. Nel 2004 esce il live album “L’attuale jungla”, riproposto on stage assieme alla Millenum Bugs’ Orchestra. Nel maggio 2005, il progetto Neve ridens. In parallelo si dedica alla produzione di spettacoli al confine con il teatro (“Il rumore dei libri”, “Cuore distillato”) che diventano fino ai giorni odierni la sua principale attività. Tra il 2009 e il 2010 la decisione di dedicarsi nuovamente alla musica con i progetti Proiettili Buoni, insieme a Benvegnù, e Betti Barsantini, in coppia con Ale Fiori dei Mariposa. Attualmente è in studio per la registrazione del suo nuovo album solista.
A scaldare il pubblico in attesa di Parente, penseranno i Quakers & Mormons, side project guidato da Maolo Torreggiani dei My Awesome Mixtape ben conosciuti nell’ambiente per il loro orignale indie rock al confine con l’elettronica.
E decisamente elettronico è il set principale di sabato 21 agosto che vedrà protagonista i Captain Mantell, che mischiano un’attitudine punk all’utilizzo di macchine e software. Protagonista anche all’Heineken Jammin’ Festival, il trio ha fatto da supporter dal vivo a Chemical Brothers e Klaksons. L’ultimo singolo “Turn your head around” sta girando su moltissime emittenti radiofoniche nazionali come Radio Deejay, mentre il loro brano “Sorry, I love my B side” è stato usato in Germania da Motorola per uno spot. Dei Captain Mantell il magazine specializzato Mucchio Selvaggio ha scritto: “ un sacco di gruppi hanno mescolato rock ed elettronica, di questi pochi sono quelli che potrebbero sopravvivere alla memoria: i Captain Mantell potrebbero rientrare in questa élite”.
La serata sarà aperta dagli Spagetti Bolonnaise, originale quintetto che intreccia sintetizzatori e sezione fiati per produrre un pop assai ricercato.
L’ultimo round, domenica 22 agosto, sarà interamente dedicato alle band polesane. Si alterneranno sul palcoscenico Japanese But Goodies, Ten Story Apartment, Nastrasse, Bonebreaker Gentlemen. I JapaneseButGoodies con la voce dell’attore Paolo Rossi presentano un breve reading tratto dall’ultimo libro dell’autore russo Nicolai Lilin “Caduta Libera”, dove in forma autobiografica viene narrata la storia dell’arruolamento forzato dell’autore stesso nell’esercito russo come cecchino nella guerra in Cecenia. I quattro brani riprendono i passaggi fondamentali della storia, dall’arruolamento al ritorno a casa con il difficile reintegro nella società “civile”.
Nati nel 2008, i Ten Story Apartment sono un quartetto strumentale che propone un ambiental post rock, ispirato a band come Mogwai, Red Sparowes, Isis, Pelican, Earth e Cult of Luna. Alternano motivi rilassati con tappeti di chitarre e basso a sferzate violente e distorte, arrivando a sonorità dense e corpose.
I Nastrasse iniziano nel 2007 ad Adria, dal progetto di Marco La Cascia di trarre delle canzoni da una sua raccolta poetica. La formazione ha costruito un repertorio nella duplice direzione della strumentalità che accompagna i reading e delle sonorità folk- rock e blues, con sconfinamenti nel cantautorato italiano.
Completano il quadro i Bonebreaker Gentlemen, trio fautore di un aggressivo hard rock di ispirazione ’70, reinterpretato con un piglio assolutamente personale.
Savoir Fest è organizzato da Arci Ridada con il patrocinio di Provincia e Comune di Rovigo, con la partecipazione di Asm, Opra Costruzioni, Rovigo Banca, con il supporto tecnico di Carlo Service, Nexus, Pizzeria La Plaza. Media partner è Italian Embassy.
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